Nessuna pena

Nessuna pena: è la prima cosa che ho pensato rientrando a casa, accendendo la tv per seguire la Juve e trovare i presidenti che raccontavano quello che è accaduto. Nessuna pena e nessun motivo per fermare un match di calcio. Il calcio è passione e divertimento, se qualcun altro ci vuole marciare su per sfogare remore personali o per sfogare una settimana di lavoro pesante o qualsiasi altra cosa, è bene iniziare a ragionare con “peggio per loro, che si ammazzino tutti a vicenda e si levino presto dalle scatole.” Io non ne posso più, sul serio. Sono a Pisa da 4 anni e ogni volta che penso di andare a seguire la Juve qui in Toscana mi vengono i brividi e rinuncio, rinuncio di andare allo stadio perchè ho una paura spaventosa che mi succeda qualcosa di brutto. E ora mi sono rotto proprio le palle, fatico pure a seguire le partite e quello che succede dopo, con le moviole asfissianti, con tutti quelli che si professano onesti o con altri che accusano così facilmente e così pericolosamente.

Ma vaffanculo a tutti questi che non sanno cosa è il calcio. Ma vaffanculo a questi che non si chiamano tifosi ma solo bestie. Anzi nemmeno le bestie pensano queste cose. Ma vaffanculo a tutti.

No, no, nessuna pena: spero che questa gente si ammazzi a vicenda, meno ne rimangono meglio è!

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