Article: Il vecchio mouse va in pensione?
22, March 2008 by Kiko
La Simtrix lancia due innovativi aggeggini tecnologici destinati a sostituire mouse, minimouse e pennino, specificatamente per laptop e tabletPc. Per testare queste tecnologie si è scomodato addirittura il prof. Cockburn il quale ne ha praticamente dato il via libera per il grande mercato. Sono due aggeggini davvero particolari: il dispositivo si indossa tra pollice e indice e si fa scorrere sui tasti per spostare la freccia sul nostro monitor. In questo modo è possibile massimizzare il nostro lavoro perchè non siamo costretti a togliere le dita dalla tastiera, ma di usare tasti e mouse nello stesso tempo. La seconda periferica è una miglioria degli attuali pennini per tabletPC: in verità, sul mio Flybook lavoro molto bene col pennino in dotazione, perchè riesco molto bene a scrivere (poco), a toccare le icone, a disegnare e poche altre cose. In questo senso, a mio avviso, il problema non è tanto nell’hardware ma nel software. La BBC ha pubblicato un video davvero divertente, tutto da gustare.
Siamo già nel futuro e i film di fantascienza che oggi guardiamo in TV sono molto più vicini di quanto si crede. Il ramo di ricerca Human-Computer Interaction sta vivendo anni stupendi: numerosi prodotti sono stati già costruiti, altri sono in progetto. In questo ultimo periodo sempre più consensi sta guadagnando l’Università di Canterbury e il suo emerito professore Cockburn, in relazione ad uno dei gadget più curiosi degli ultimi anni.
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permalink | on 23, March 2008 at 4:02 am
Credo che ci siano tecnologie (attualmente esistenti) non volutamente pubblicate a causa della solita speculazione delle multinazionali. Un esempio su tutti: i computer moderni sono molto potenti (siamo arrivati al quadcore), però la PS3 della Sony risulta assai più potente di qualsiasi computer in vendita. Com’è possibile che una consolle sia più potente di un PC? Inoltre, com’è sbucata fuori una CPU (il Cell) da 8 core se nel mercato una cosa del genere attualmente non esiste? Se uno dei nostri limiti (in campo informatico) è la potenza di calcolo, allora una cosa del genere la considero un grave affronto verso l’umanità, perché a parte stupidi videogames e suite di programmi da lavoro, esistono applicazioni utilizzate per la ricerca contro le malattie. Non mettere a disposizione tali tecnologie al pubblico, si traduce in meno persone guarite… “Siamo già nel futuro e i film di fantascienza che oggi guardiamo in TV sono molto più vicini di quanto si crede.” Sì, la fine del mondo a causa della stupidità umana è davvero vicina.
permalink | on 23, March 2008 at 11:48 am
@Nexso
mille volte ragione per il finale di commento (purtroppo hai troppo ragione) però l’articolo deve essere per forza di cose scritto in questa maniera, l’argomento proposto alla gente così come l’ho scritto (almeno penso!).
Sui videogame parla il mercato (o forse oggi sarebbe meglio parlare di p2p e traffico generato): ti garantisco (per esperienza personale e non per esperienza da giocatore, anche perchè proprio non riesco a divertirmi con la maggior parte dei titoli) che c’è tanta tanta tanta gente (soprattutto fra gli studenti, ed in particolare fra gli studenti di informatica) che gioca, che spende tanti soldi in hardware e dischi, e praticamente il 90% della giornata su Internet, sulla tastiera e sul mouse e sul monitor. Di conseguenza, il mercato e la ricerca in questo campo è più vivo che mai. Semmai c’è da chiedersi perchè la ricerca ludica (chiamiamola così) e la ricerca più interessante non vanno di pari passo. E intendiamoci ancora: questa ricerca, definiamola banalmente “importante”, viene effettivamente svolta, ma forse troppo relegata ai grandi istituti. Sto notando che c’è poco coraggio di voler ascoltare i più giovani, poco coraggio di rischiare “la ricerca”, poco coraggio di affidarsi alle menti nuove. E questa nuova mentalità deve crescere a livello universitario principalmente: è da qui che si deve ripartire. E da un pò di letture ti posso assicurare che un pò di cose stanno cambiando. Non può mai cambiare, semmai alleviarsi, il discorso sulle multinazionali: troppi progetti in circolazione, troppi soldi.
permalink | on 23, March 2008 at 9:21 pm
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