24 ore al giorno sono poche

Sono rinchiuso nella biblioteca di Ingegneria qui a Pisa da un pò di tempo (non ricordo più quanto). Ogni giorno è uguale al precedente e secondo le regole dell’induzione matematica (o logica se preferite) il trend (mezzo-barese e mezzo-inglese) non cambierà da qui fino al 28 luglio (anche se spero di completare gli esami e magari trovare qualche buontempone di capoufficio che accoglie le mie proposte di tirocinio-tesi). Sto studiando tanto e nello stesso tempo sto programmando tanto, purtroppo non in senso informatico ma programmando la vita e cose-da-fare-in-seguito, magari inframezzando lo studio con qualche uscita con quei pochi e poveri disgraziati come me che non sono scesi a casa per restare a studiare, con qualche hobby-al-di-fuori-del-computer (infatti sto pensando, una volta riscossi quei pochi spiccioli, di tornare a suonare la chitarra), con qualche lettura interessante e distensiva. Il problema è solo uno: ogni volta che stacco il computer mi viene un’idea per riaccenderlo. Poi dico: no, è meglio che passo a qualche libro distensivo: “Storia della Matematica”, i libri Kline (sempre storia della matematica), oppure l’altro che parla di Intelligenza Artificiale, oppure in biblioteca leggo “The Complete FreeBSD” per ripassare in vista del prossimo esame. Insomma: davvero non so rilassarmi senza pensare al computer o a Internet? La risposta sembrerebbe di no, in fondo - e questa è la soluzione definitiva - quello che faccio, che studio, che imparo… mi piace, mi piace da matti. E se la sera mi addormento soddisfatto e contento perchè la mattina seguente sono di nuovo sui libri, il problema di prima non si pone più come tale. Forse è solo stanchezza: infatti, mi sono preso questi cinque minuti scrivendo questo post strano e sorseggiando uno dei più brutti caffè dalle macchinette di Ingegneria.

A proposito: sì, sono in effetti stanco, ma non tanto di capoccia, meno che meno di fisico, sono stanco di un ambiente universitario troppo chiuso in se stesso, troppo poco aperto verso studenti e in generale verso le persone che provano amore per lo studio e per il divertimento-di-studiare (cosa molto rara). Insomma: idee bruciate in partenza, poca voglia di far collaborare, poca voglia di ascoltare. Spero cambi qualcosa in fretta, molto in fretta. Intanto… torno a studiare!

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