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VENTURE CAPITAL, SOGNO O REALTÀ?

E’ possibile vendere le idee? Ci sono molti “esperti” che sostengono che “le idee non valgono nulla” e che, quindi,”non si possono vendere” senza prima realizzarle in qualche modo, ebbene, questi guru si sbagliano se cosi fosse non sarebbero nati colossi mondiali come Google o Facebook.

Le buone idee possono diventare business grazie al lavoro dei venture capitalist; il venture capital è l’apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo. Molte società legate all’information technology sono nate grazie ad operazioni di venture capital come. Durante il ciclo di sviluppo borsistico degli anni 2000 la maggior parte del denaro che inizialmente venne fornito alle cosiddette società dot com derivava proprio da operazioni di venture capital.

Fino ad oggi la diffusione di questo strumento in Italia è stata contenuta, tuttavia è necessario insistere per dare il via a un modello di finanziamento che sta diventando una esigenza fondamentale per sostenere l’innovazione nel Paese. Qual è la ricetta per il successo del venture capital in Italia? Di questo abbiamo discusso con Gianluca Dettori – Fondatore di dPixel

Via Savarese.it

4 Responses to “VENTURE CAPITAL, SOGNO O REALTÀ?”

  1. Nikopolidis Says:

    Penso che progetti come Twitter, Google e Facebook, non avrebbero avuto lo stesso successo di cui godono attualmente se qualche venture capitalist non avesse creduto nella loro idea.

    Però mi piacerebbe sapere cosa c’è sotto questo finanziamento, ovvero:
    - il venture capital investe il proprio capitale in questo mio progetto. Quale sarà la quota effettiva nel progetto che deterrei io?
    - in futuro, sarà prevista una restituzione? O il venture capitalist avrà diritto ad una remunerazione continuativa (dopo aver saldato il “debito”)?

    Non ho trovato nulla per il web, in merito a questi due quesiti :)

  2. Kiko Says:

    @Niko

    Ad entrambe le domande bisogna rispondere portando progetti concreti, con dati fattuali. Banalmente la risposta è sì a entrambi, una risposta ovvia e del tutto insoddisfacente per te e per chi legge.

    Per esempio: il capitale investito serve e/o servirebbe a cosa?

    Alla seconda domanda si può rispondere in un altro modo banale: qual è stato il successo del progetto? E che previsione per il futuro? Hai ancora bisogno di capitale-non-tuo per continuare o puoi camminare da solo? Conviene staccarsi o continuare?

  3. Nikopolidis Says:

    Ed effettivamente… il venture capitalist si stacca dal progetto? :) In effetti hai ragione, servirebbe un caso concreto di investimento.

  4. Kiko Says:

    @Niko

    per caso concreto intendo proprio andare a vedere cifre, percentuali e magari motivazioni. Quello che è successo e poi la storia come è continuata. Se trovi qualcosa in rete, ti prego di farmi uno squillo, magari posta il link. E’ poco che ho iniziato a leggere di questi argomenti e fatti. E vedo che non sono il solo a cercare maggiori informazioni.

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