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Progetti italiani

E’ bello quando scrivo di progetti italiani. Lo faccio anche con un certo orgoglio e per questo tendo a volte a essere buono nei giudizi. E’ bello poter scrivere di Mario Rossi leader di un certo progetto, o che Luigi Bianchi ha curato la grafica di quel sistema e cose così. Avevo accennato tempo a fa ad un paio di società toscane che si occupavano di consulenza in materia Linux. Felice perchè nella vita non si sa mai, ho pure ricevuto qualche complimento per il fatto di essermi interessato e aver buttato giù due righe.

Strafelice dopo aver scritto di Hymera, di cui domani Programmazione.it parlerà in modo approfondito (ma non troppo). Strafelice perchè da buon siciliano, vedendo che la sede legale inizia con 93*** di CAP, beh, un pò a casa, di fronte questo monitor in una fredda e piovosa Pisa, mi sono sentito. Poi però mi è montata un pò di rabbia. Un mio amico si è laureato da poco. Specializzato anzi. Costretto a salire su a Milano per poter trovare lavoro come Ingegnere Informatico. La mia rabbia (forse esagero, vabbè) è giustificata in parte dal fatto che, come penso, un progetto nato in Sicilia non trovi appoggio nei dipartimenti di Catania o di Palermo e deve richiedere (come sempre penso, e aggiungo “richiedere implicitamente”) sostegno al DIA di Salerno. Ci sta, infine, che ho detto qualche cavolata. Felice di essere smentito da chi di dovere.

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