Le major discografiche sposano il DRM-free (Parte 2/2)

Liberare musica e video dal DRM significa riprovare a far decollare la forma digitale di multimedialità. Sempre più sta affacciandosi sul mercato un modo di distribuire contenuti audio e video attraverso i social network. Molti di questi social network consentono lo streaming in modo gratuito: privatamente pagano un compenso base alle major per poi usufruire di introiti derivanti da accordi pubblicitari. In Italia è pronto a decollare il progetto Downlovers. Il progetto nasce dal sogno del suo direttore generale, Riccardo Usuelli. Entro la fine di quest’anno, Usuelli conta di poter pubblicare sul portale milioni di file mp3 liberi dal DRM. Non solo: la musica sarà in formato mp3 DRM-free e potrà essere liberamente scaricabile e può essere liberamente spostata da computer a computer senza infrangere regole. Downlovers debutterà il 14 febbraio e proporrà un primissimo catalogo di qualche migliaio di file in formato wma. Per poter scaricare musica occorre iscriversi gratuitamente. Questo modello di servizio potrebbe (e quasi sicuramente) cambierà nel tempo. Il modello adottato è il seguente: mentre si ascolta o scarica musica verranno proiettati vari secondi di pubblicità. I proenti derivati da tali accordi pubblicitari verranno divisi fra Downlovers e le etichette discografiche. Non resta che aspettare. Intanto è bene riflettere sulle ripercussioni che i vari progetti di “liberare i contenuti dal DRM” hanno scatenato. Molti sostengono che tali modelli hanno una vita limitata: basati interamente sui proventi pubblicitari, sono fortemente legati alla pubblicità medesima. Il che vuol dire che se gli accordi pubblicitari subiranno rialzi, anche i prezzi della musica online vedranno innalzare i costi, a scapito dell’utenza. E’ bene cioè che un simile processo di rinnovamento sia seguito da un nuovo modo di intendere il business. Ma le maggiori etichette discografiche sono in tal senso d’accordo: la musica digitale va ripensata e la strategia deve essere soltanto una: offrire la musica digitale alla migliore qualità e al giusto prezzo. Il DRM probabilmente non scomparirà mai, sebbene possa essere rivalutata la visione che le case discografiche e il mercato di massa hanno sulla gestione dei diritti digitali. Insomma la rivoluzione è avviata. E come ogni rivoluzione che si rispetti, è pronta già la crisi post-rivoluzione: watermark. E’ una famosa tecnica per la gestione dei contenuti, o meglio il tracciamento dei contenuti. Il watermark crea di un file una sorta di impronta digitale e, ad esempio, può essere usato per verificare la sorgente di un file. Può essere usata nel tentativo di combattere la pirateria ma se non bene gestita potrebbe rivelarsi un clamoroso fallimento post-DRM.

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