Siamo un paese pieni di tattici
Gli italiani da sempre hanno quel gusto per il genio e la fantasia. E generalmente il nostro popolo è abilissimo a legare tali qualità ad altro genere di caratteristiche: furbizia e senso dell’imbroglio.
Nell’ultima vicenda Kakà si può leggere tra le righe l’ennesima grande genialata di quello che molti chiamano Presidente del Consiglio: in Italia la politica è morta nel 1993, oggi semplicemente abbiamo spostato uomini di alto spettacolo e spettacolarità al Governo.
Dicevo vicenda Kakà. Beh, questa videnda la si può leggere da due angolazioni differenti, comunque vantaggiose per il Premier.
La nostra economia va a rotoli, e infatti la più contenta è la Scottex. Siamo in caduta libera, senza paracadute. Siamo col culo per terra, solo che non abbiamo mai giocato al girotondo. Il Governo chiede sacrifici alle famiglie italiane. Il caso di Kakà è perfetto ed è a ridosso delle elezioni. Quando è fondamentale, a livello tattico, andare a guardare i sondaggi e basarsi sull’idiozia italiana. Tifi Milan? Il Presidente ti regala Kakà? Allora lo voti alle politiche? Ti prende Pato? E allora il gradimento popolare cresce. Pazienza poi se siamo ancora col culo per terra. Non che a Sinistra fanno meglio. Anzi.
In ogni caso, comunque finisca la vicenda Berlusconi è altamente protetto. Se Kakà va via, dirà che tutti devono fare sacrifici e quindi riferirà tale caso alla necessità di unirci nelle difficoltà. Qualora Kakà restasse, si verificherebbe quanto detto prima: alto gradimento popolare, euforia, voti in più. D’altronde sarebbe ridicolo aumentargli l’ingaggio, proprio dopo aver chiesto al suo popolo un sacrificio a livello economico. No? Dall’altra parte si punta ad una tattica diversa: non ci è dato sapere quale essa sia, però! Un uomo che si ritrova al comando, di cui nessuno ne sospettava l’esistenza fino a poco tempo fa. Tutti capiscono di tutto, nessuno però riesce a risolvere nulla. Strano concetto della tattica. Strano concetto dell’operatività.
Visto che allora in Italia, sembra a me, funziona male buona parte della Nazione, perchè non tentare la prossima mossa Milan? Risaniamo tutto, vendiamo i politici-big all’estero (ce li ritirano indietro però, successe mi pare a Buttiglione), affidiamoci a gente che realmente ha vissuto i problemi e proviamo a risolverli. Siamo l’unico paese in cui da venti anni, forse anche trenta, gli stessi protagonisti tirano la Nazione. La tirano però indietro, perchè abbiamo combinato poco o nulla. Contiamo poco a livello universitario, contiamo poco a livello di ricerca (se non per le alte personalità e i bravi ragazzi che però mandiamo all’estero dove riescono ad esprimersi al meglio e meglio) e contiamo poco a livello di calcio. Il paragone calza. Sempre gli stessi uomini, sempre le stesse sconfitte. Sempre gli stessi progetti e sempre le stesse strane attività: poco chiare, sempre autoreferenziali, mai produttive e utili per tutti, solo per pochi. Sempre per quei pochi. Che strano senso della tattica!