CUS: Calciopoli - Rin Tim Team 5-2
22, January 2008 by Kiko
Partita vibrante al CUS, valida per la Coppa Italia. Al Campo D la formazione del Presidente Piroddu scende in campo con gli uomini contati, un solo cambio a disposizione e cinquina inedita. C’è l’esordio del tosto difensore Saveria, costretto alla staffetta con un Emanuele in grande spolvero.
La vittoria è importante per le due formazioni e forse per questo sin dalle prime azioni predomina la paura di prenderle e la voglia di darle, e pure di santa ragione. La formazione in completo arancione si dimostra rognosa e parecchio fallosa. Il Calciopoli scende in campo con Nino in porta, Kiko in cabina di regia, Emanuele laterale sinistro, Max laterale destro e Piroddu centravanti. Nel corso del match, Piroddu e Max si alterneranno nella posizione d’attacco.
Primo tempo.
Il Calciopoli è messo benissimo in campo: squadra corta, gioco con palla a terra (finalmente!), squadra che si muove all’unisono e compatta. Nino rischia quasi nulla, e solo da tiri dalla distanza, peraltro ben disarmati. Le fasce spingono e chiudono molto bene, Piroddu fatica non poco per trovare spazi utili al tiro. La regia saggia di Kiko permette una manovra tranquilla e incisiva: con un pò più di fortuna e precisione, la gara poteva già chiudersi nel primo tempo. Vanno in vantaggio i bianchi con un gol di Piroddu, dopo un’azione infinita. E finalmente il Calciopoli inizia a sfruttare la velocità dei suoi tre uomini d’attacco. Kiko è autore di almeno 5 verticalizzazioni da applauso, sfruttate poco dagli attaccanti. Piroddu lavora troppo sulla fascia e rinuncia ad accentrarsi, dove forse farebbe più male. Max lotta e sbraita sulla destra tentando più volte l’incrocio e il tiro da fuori. Emanuele non ha fortuna in almeno due mischie, ma la spinta e costante e la copertura buona. Il doppio vantaggio per i bianchi è un regalo: contropiede magistrale del Calciopoli, dalla sinistra Piroddu mette in mezzo e un difensore, nel tentativo di anticipare Kiko, mette in rete. E qui la partita si incanala nel binario del nervosismo e nel fallo sistematico degli arancioni. Tre entratacce da dietro su Kiko, altrettante su Max e Piroddu. L’arbitro dimostra poca severità e concede il gioco duro. Su un contropiede degli ospiti, il Calciopoli si fa trovare scoperto e prende il solito gol da distrazione. Poco da dire su Nino: prende gol sul suo palo ma i bianchi erano in inferiorità, poco da fare insomma.
Secondo tempo.
Spettacolo zero, nervosismo tanto. Max scambia la posizione con Piroddu ed è il disastro: volano parole grosse tra gli arancioni e Max, ma soprattutto volano calci e gomitate. Finalmente l’arbitro interviene: seconda ammonizione per il numero 21 (prima di iscriversi al CUS, forse è meglio richiedere oltre che il certificato di studente, anche il certificato penale) e giallo (consolatorio per gli arancioni) per Max. Ma la classe non è acqua: il Calciopoli gioca tranquillo e tenta di manovrare alla ricerca dei gol, grazie al solido Saverio e alla regia di Kiko. Piroddu si sacrifica sulla destra in un sali e scendi continuo, che porterà i suoi frutti nel secondo parziale del secondo tempo. Saverio in mezzo significa lo spostamento di Kiko sulla sinistra: non combina molto perchè le gambe girano lente (allergia di merda) ma la saggezza è la solita. Azione spettacolare per il 3-1 dei padroni di casa: Piroddu parte dalla difesa sul lato destro, cambia gioco, velo di Max e palla a Kiko che da posizione defilata spara sul secondo palo. Gol e partita che fila via liscia. Sembra, ma non è così. Il solito vizio del Calciopoli di rilassarsi, di tentare leziosismi e preziosismi inutili. A questa squadra sembra mancare il cinismo e la cattiveria per chiudere i match. In difesa il Calciopoli rischia pochissimo: Saverio e Kiko non si fanno superare, mentre davanti il pressing è fin troppo rabbioso. I bianchi rischiano con un quinto fallo discutibilissimo, ma il tiro libero viene sprecato. Arrivano in successione il gol di forza di Max (perno con la schiena sul difensore e puntatina rasoterra), il 4-2 degli ospiti (Kiko investe letteralmente un Nino in uscita e l’attaccante trova così la porta libera) e chiude il match Emanuele dopo una cavalcata sulla sinistra (tiro sul palo del portiere). Nervosismo anche a gara terminata: forse il freddo, forse perchè gli arancioni avevano troppo fantasticato sulla statura e corporatura di alcuni “giganti” del Calciopoli. Ma vale il tabellone: 5-2 per i bianchi e tutti a casa.
Analisi.
Per la prima volta il Calciopoli mette in mostra un calcio tutto ragionato, basato su una fitta trama di passaggi. Più volte gli arancioni sono stati costretti a rincorrere una sfera imprendibile, da destra a sinistra. Ottimi alcuni contropiedi avviati con velocità, l’arma in più di questo Calciopoli. Sembra funzionare sempre più il modulo a rombo che garantisce copertura, una buona spinta per gli esterni e soprattutto un ordine ferreo nelle posizioni e nei ripiegamenti. Forse il fiato è quello che manca, oltre a una buona dose di cattiveria sotto porta: troppi tiri, troppi tiri nello specchio ma pochi gol (parlo per me, Kiko: nel primo tempo ho tirato 5 volte, tutte nello specchio, ma non ho trovato la rete).
La chiave.
Sono un maniaco: quando il gruppo è unito, le partite si vincono. Alzi la mano chi ha sentito ieri una sola parolaccia o rimprovero ad un compagno. Kiko è il più rompicoglioni, ma urla e incita e comunque suggerisce la cosa migliore (almeno quella che crede migliore visto che è l’uomo che vede meglio degli altri, per la posizione in campo). Addirittura ieri si è visto un eccesso di altruismo: Piroddu, se qualche volta avesse tirato di più… In sostanza, la chiave di tutto è stata il gioco corale dell’intera squadra e il fatto di aver rispettato consegne e posizioni.
Pagelle.
Trovo difficile dare voti diversi, forse esagerando. Quindi: voto 7 a tutti, e scrivo solo i commenti.
Nino. Impegnato poco, soprattutto dalla distanza. Ma prende tutto, anche alcune palle destinate nettamente fuori: e fa bene. Ha il difetto di farsi sentire poco dai compagni di reparto e di non urlare le posizioni. Gentleman saracinesca
Emanuele. Fa sua la fascia sinistra: ottima corsa, diligente nel girare palla quando non trova spazio, buon tiro (che dovrebbe usare più spesso). Grande sgroppata nel secondo tempo e intelligente puntatina per il 5-2 finale. Pendolino
Saverio. Usa il suo gran fisico per respingere (letteralmente) gli attaccanti che gli si parano davanti. A volte esagera e commette fallo (non cattivi). Sulle rimesse laterali si fa vedere poco, è una cosa da migliorare. Tenta alcuni buoni lanci. Autore di alcune chiusure tempestive su contropiedi avversari. Insuperabile
Kiko. Il vecchio saggio è ancora debilitato da allergia che viene e non se ne va. Per di più, gli avversari decidono di menarlo ogni tre minuti di orologio: si piega ma non si spezza. Così per tutta la partita si dedica a far girare la palla con intelligenza, non rischiando i dribbling (perchè di forza rimasta ne ha poca), non facendosi mai saltare (al limite, facendo fallo), respingendo qualche attacco e trovando pure il gol (dopo aver tirato per 7 volte 7 verso la porta). Forse rompe le orecchie di Emanuele e Saverio e Nino, ma l’ordine a calcetto è una cosa importantissima. Il grande saggio dice: “Se sei inattivo mostra movimento, se sei attivo mostrati immobile”
Max. Diciamocela tutta: è un rompiballe incredibile, ma con questi rompiballe le partite diventano un pò più facili. Battaglia a destra e a manca cercandosi tutti i contrasti. Da e prende botte, litiga con tutto e tutti. Il suo lavoro è sporco ma qualcuno lo deve pur fare: e oltre che farlo, sembra pure divertirsi il giovanotto di Sulmona. Primo tempo ad arare (nell’accezione positiva del verbo) la fascia destra, tentando il tiro dalla distanza e qualche buon passaggio in mezzo (senza troppa fortuna). Dimostra di avere buon feeling con Piroddu, nel gioco stretto. Trova un gol rabbioso, dopo aver trovato il modo di far buttare fuori un avversario. Il fiato non è molto e per questo nel finale stenta a rientrare. Ma bene così, ad avercene. U’ tratturi (traduzione per i non siculi: il trattore - e dove passa il trattore…)
Piroddu. Il presidente corre per due, gioca prima davanti e poi sulla fascia. Nel primo tempo gioca una quantità industriale di palloni nella metà campo avversaria, ma un pò per sfortuna un pò per imprecisione non trova il bersaglio grosso tranne che in un’occasione. E’ ben assistito ma i movimenti sono quelli giusti: apre spazi per Max ed Emanuele, e detta i giusti passaggi a Kiko. Nel secondo tempo viene dirottato a destra ed è un lavoro di sacrificio: copre e rilancia l’azione. Ha il solo difetto di giocare troppo largo e di non puntare la porta con cattiveria. Suo il merito dell’autogol (2-0 parziale). Folletto
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